Ennio: l’eterna Bellezza!

Una ripartenza col botto, quella di ieri di DliveMedia, un progetto culturale che ha lo scopo di promuovere eventi su tutto il territorio campano, nato dall’idea del Professore Roberto Vargiu.

In collaborazione con il Comune di Pellezzano, al Cinema Teatro Charlot, è andata in scena una serata emozionante per almeno due motivi: rivedere una sala gremita di persone, e ascoltare le parole del Premio Oscar Giuseppe Tornatore che hanno anticipato la visione del film “Ennio” dedicato al Maestro Ennio Morricone.

Un susseguirsi di testimonianze di chi con lui ha condiviso un pezzo di strada artistica, e le parole del Maestro che sottolineano i momenti più importanti della sua vita privata ed artistica.

Una carriera unica, quella del Maestro Morricone, che ha raggiunto la quota di 500 film, oltre a collaborazioni musicali e tantissimo altro, un lavoro immenso e difficilissimo di scelta dei filmati di repertorio da inserire nel film-documentario, come ci ha detto lo stesso Tornatore.

Una vita, quella di Ennio, nata sotto il segno della musica, giacchè suo padre, trombettista, decise sin da subito che lui sarebbe stato un musicista, e così fu. E che musicista!

Un film che mette a nudo l’anima del Personaggio, che non si nasconde nel considerarsi inizialmente insoddisfatto, poco gratificato, quasi mortificato, della sua opera al servizio dei film.

Un genio musicale inespresso, che avrebbe voluto fare altro, alcune volte, molto di più, in altre. Inizialmente “snobbato” dal suo primo maestro e da alcuni colleghi, incompreso, probabilmente invidiato. Le tante volte in cui ha “sfiorato” la vittoria del Premio Oscar, poi il riconoscimento alla Carriera e infine la vittoria meritata, celebrata, giusta.

Osannato dai più grandi musicisti, accolto ovunque andasse con standing ovation, riconosciuto in tutto il mondo un innovatore, unico musicista ad aver lasciato un segno talmente forte che capita di ricordarsi della colonna sonora e non del film.

E poi il suo senso di devozione alla musica, che dice lui stesso, aveva sempre in testa, tanto da risultare a volte distratto, ma era perchè le note lui non aveva bisogno di suonarle, sapeva già cosa sarebbe accaduto, le suonava dentro di se.

Un film che dovrebbero vedere tutti, ma innanzitutto gli addetti ai lavori, i musicisti, chi vive di arte per ammirare il suo senso di “ossessione” nei confronti della musica che era di sicuro al di sopra tutto per lui, la passione, la voglia di migliorarsi, il non cedere mai, neanche davanti a registi “Stellari” al compromesso, il non barattare mai la sua arte, il non sottovalutare mai ciò che faceva e da ultimo il dare “dignità” al mestiere del musicista, cosa che, ahimè capita di vedere negata alle volte, prima di tutto dai musicisti stessi.

Grazie a Giuseppe Tornatore per questo spaccato di vita di un Artista che, per ciò che ha prodotto, per l’anima che ha messo in ciò che ha fatto, rimarrà in eterno nei cuori di tutti e di cui si parlerà per decenni ancora!

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