Claudio e Diana “Serenate Vip”

Claudio e Diana, Ambasciatori della Posteggia Napoletana nel mondo, hanno iniziato la loro carriera 38 anni fa, dedicandosi al classico Pianobar per i primi 20 anni circa. Poi l’incontro che ha cambiato loro la vita, con Roberto Murolo, che li ha incoraggiati a dedicarsi anima e corpo al repertorio classico napoletano, alla Posteggia. E così hanno fatto, innamorandosi sempre più di un repertorio musicale unico al mondo, amato e conosciuto da tutti, sempre più richiesto dagli stranieri che scelgono l’Italia per i loro eventi. Ma le emozioni più grandi. Claudio e Diana, le ricevono dalle serenate, una tradizione antichissima e sempre più viva, attuale, di tendenza. Sotto al balcone dell’amata, il giorno prima delle nozze, in riva al mare, ovunque sia, è una sorpresa che non smette di sorprendere, stupire, commuovere. E il duo ne ha fatto un marchio di fabbrica, un fiore all’occhiello raccogliendo consensi in continua crescita anche da personaggi noti che sempre più spesso si affidano a loro per un messaggio d’amore. Tantissime ed ognuna diversa dall’altra quelle che hanno dedicato, tra le quali citiamo la romanticissima ad Amalfi, prima sotto al balcone e poi sulla scalinata del Duomo di Amalfi, dedicata dal campione olimpico Vincenzo Abbagnale alla sua futura moglie. Coinvolgente e partecipata quella per Mario Biondi a Sorrento, il giorno prima delle nozze. Indimenticabile quella che Stefano De Martino, sul Palco del Maurizio Costanzo Show, ha chiesto di dedicare al nonno scomparso da poco. E poi l’apoteosi del romanticismo quella a Verona, sotto al Balcone di Giulietta. Divertente la serenata che Nikita, su Rai 2 , ha voluto dedicare ad Andrea Delogu, facendole una inaspettata sorpresa ed emozionante quella dedicata a Vittoriana Abate, durante il festival di Sanremo, nello storico Club Tenco. Insomma, Claudio e Diana ci ricordano costantemente che il romanticismo è vivo, e gode di ottima salute e che c’è bisogno e voglia di divulgare amore, che non passa mai di moda

Carlo Verdone in un pomeriggio “Un sacco bello”

Ieri, 11 marzo, presso la Fondazione Guido Carli, si è tenuto un incontro strepitoso con Carlo Verdone, che ha dato il via all’evento “Comicamente etici”. L’idea della Presidente Romana Liuzzi, è quella di portare nelle corsie degli ospedali oncologici e psichiatrici, il buonumore, con una giornata dedicata al sorriso come terapia. In un’Aula Magna gremita di persone, l’attore si è raccontato, ed ha raccontato come è cambiata la comicità dagli anni ’80 al 2000. Con il suo stile inconfondibile ha parlato dei suoi inizi, del fatto che lui per primo, non credeva mai di raggiungere i livelli cui è arrivato, della perplessità del babbo quando ha deciso di fare l’attore e invece dell’incoraggiamento della mamma. I grandi attori e registi degli anni ’80, i temi che erano al centro delle sceneggiature, le difficoltà dello scrivere una sceneggiatura e i cambiamenti che nel campo cinematografico ci sono stati in 40 anni. Carlo Verdone non si è risparmiato, andando ben oltre i 50 minuti destinati alla durata dell’incontro. Non sono mancati gli aneddoti su come sono nati alcuni dei suoi personaggi, ma anche alcuni dei suoi film, che hanno preso spunto da esperienze che l’attore ha realmente vissuto. Tutto con l’amore per alcune zone di Roma, posti del cuore che sono al centro di pellicole cui Verdone è molto legato. Una vera e propria lezione intorno alla figura del comico, ai temi da trattare nei film, all’ importanza di scegliere argomenti “universali” per far sì che la pellicola non resti nei confini italiani. Un elogio vero, sentito, sincero per Paola Cortellesi che è riuscita ad avere uno strepitoso successo in Giappone raggiungendo pienamente l’obiettivo di rendere internazionale il cinema italiano. E ovviamente, tante le risate grazie alla spiazzante semplicità e comicità con cui Carlo Verdone è solito narrare episodi realmente accaduti. La Presidente ha proposto di candidare la comicità italiana a Patrimonio dell’Unesco, essendo il buonumore un supporto incredibile per chi si trova in un momento di difficoltà. In sala tante le personalità politiche, personaggi del mondo dello spettacolo, giornalisti e gente comune, che hanno goduto di un pomeriggio davvero “Un sacco bello”

Duccio Forzano incanta il Giffoni Multimedia Valley

Si è tenuto questa mattina nell’ambito della Borsa Mediterranea Formazione e Lavoro l’incontro durante il quale il regista Duccio Forzano ha raccontato cos’è La Ripresa, che si terrà a febbraio presso la sede di Salerno di Maquer Job, organizzatrice dell’evento.

La sala gremita soprattutto da ragazzi, inizialmente vocianti e rumorosi, si è ammutolita, non appena Duccio ha iniziato a parlare, incantata dalle sue parole. E sì, perchè, oltre ad essere il talentuoso regista che tutti conoscono, Forzano è un abilissimo narratore, capace di creare immediatamente empatia con chi gli è di fronte, di coinvolgere con i suoi racconti e gli aneddoti della sua incredibile vita.

Un sognatore “Il Sognatore” come deve essere: determinato, caparbio, instancabile, disposto a fare qualsiasi cosa possa servire per arrivare all’obiettivo. Una vita che non è stata gentile con lui, che non gli ha concesso vantaggi, che lo ha messo a dura prova, ma che, evidentemente, non aveva capito con chi aveva a che fare.

Lavapiatti, pizzaiolo, carrozziere, imbianchino, montatore di caminetti, questi solo alcuni dei lavori che Duccio ha fatto nella sua vita, perchè lui regista di successo lo è diventato a 37 anni, quando si è trovato davanti ad un bivio : continuare con il suo lavoro “sicuro” o scegliere il lavoro del cuore, quello che non ti fa dormire di notte, che ti fa battere il cuore, che ti da continue scariche di adrenalina, quello, probabilmente, per il quale sei nato.

E poi una telefonata, la telefonata della vita, che probabilmente si era arresa al talento e alla tenacia di Duccio e gli aveva dato un’altra possibilità, una nuova possibilità.

La Ripresa non sarà una semplice lezione, una sorta di istruzione per l’uso. Sarà un sferzata di bellezza, di vento buono, di entusiasmo, perchè questo e tanto altro ancora Forzano diffonde. Se devi fare una cosa, qualsiasi essa sia, falla bene, falla al massimo, succhia tutto il sapere possibile, perchè di sicuro ci sarà un giorno in cui ti tornerà utile.

Qualsiasi sia il lavoro che si sta svolgendo, farlo sempre al massimo delle proprie potenzialità, traendone il maggior insegnamento e soprattutto, non pensare mai che sia troppo tardi per realizzare il proprio sogno. Non è mai troppo tardi e non bisogna mai restare atterra ad aspettare l’ultimo pugno. Come Duccio Forzano insegna.

Il Premio Fabula “Salva l’Anima”

E’ partita ieri l’edizione 2024 del Premio Fabula, iniziativa culturale ideata da Andrea Volpe nel 2010. Uno spiccato senso di unire gli animi, l’instancabile voglia di trasmettere valori positivi e di inclusività, una grandissima sensibilità, sono le doti che fanno di Andrea l’Anima instancabile di un Festival che è una boccata di aria pura, bella, di cui si ha un gran bisogno. E gli ospiti che hanno animato la prima serata ne sono la dimostrazione plastica. Il primo protagonista a scendere nell’Arena, è stato il questore di Salerno Giancarlo Conticchio, che ha lasciato ai ragazzi un bellissimo messaggio «Solo capendo il valore delle regole vivrete in una società giusta e democratica. Abbattendo la cultura dell’indifferenza avrete un mondo migliore che vi salverà l’anima». E’ stata poi la volta del giornalista, caporedattore Rai Gianfranco Coppola, che ha invitato i ragazzi a non confondere la popolarità con la credibilità. Emozioni e una grande carica di energia positiva hanno accompagnato l’intervento di Benedetta De Luca, che ci ha tenuto a sottolineare la “normalità” che deve accompagnare la vita di una persona disabile e il fatto, che appunto, si è disabili e non persone speciali. Il Capitano Samuele Bileti ha puntato sulla bellezza, la bontà, l’essere unici e speciali di ogni persona. E poi è arrivato l’attore Riccardo Scamarcio che si è congratulato con i ragazzi per la profondità delle domande, cui ha risposto senza risparmiarsi, e posando per le foto dei tantissimi fans. E alla fine, tutti sul palco, con la conduzione della serata affidata ad una eccellenza campana, Antonio Sica. Stasera si riparte e se questa è stata la prima serata, di certo la seconda non deluderà. Come dicono i giovani creativi, Fabula salva l’anima, ed è proprio vero: l’amore salva l’anima, l’amicizia salva l’anima. Fabula salva l’anima. 

Premio Elsa Morante 2024: una “Storia” di successo!

Una kermesse che ha raggiunto la sua trentottesima edizione, in costante, crescente successo, il Premio Elsa Morante, quest’anno è stato dedicato a “La Storia”, romanzo che compie 50 anni. Un evento che ha coinvolto 10.000 ragazzi da tutto il mondo e che ha visto la partecipazione in presenza, di mille di loro presso l’Auditorium della Rai di Napoli. Il Premio è stato presentato da Tiuna Notarbartolo e dall’attore Alessandro Incerto, ed è organizzato dall’ Associazione Culturale Elsa Morante con il patrocinio Rai Campania e la coordinazione di Iki Notarbartolo e di Gilda Notarbartolo che ne dirige la comunicazione. La giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da Marco Cerbo, Enzo Colimero, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo, Antonio Parlati, Fiorenza Sarzanini e Teresa Triscari, ha decretato vincitrice della sezione musica Mariposa, brano di Fiorella Mannoia, che ha coinvolto i ragazzi in sala ed ha ricevuto il Premio con gli autori del brano Alfredo Rapetti Mogol e Carlo Di Francesco. Per la nuova sezione ghaphic novel vincitrice è stata Fumettibrutti, nome d’arte di Josephine Yole Signorelli. Il lungometraggio “Primadonna” di Marta Savina ha vinto il Premio Elsa Morante sezione cinema, mentre “Cuore nero” di Silvia Avallone si è aggiudicato il premio per la sezione Narrativa. Presenti, tra i tanti illustri ospiti in sala, il Direttore del Mattino Roberto Napoletano, ed il Direttore di Rai Napoli, Antonio Parlati. un’altra strepitosa edizione del Premio va in archivio e siamo già in attesa di avere novità in merito alla nuova futura edizione, che sarà di sicuro un altro grande successo! Viva, il Premio Elsa Morante, viva la cultura e chi per Essa si spende!

Claudio e Diana insigniti “D’Eccellenza”

Si terrà a Roma il prossimo 6 ottobre, presso l’Hotel Quirinale, il Premio Internazionale D’Eccellenza “Città del Galateo-Antonio De Ferraris”.

Alle 15,30 nella Sala Verdi, il duo salernitano Claudio e Diana, dopo una esibizione musicale, riceverà il prestigioso Premio con la seguente menzione “A Claudio e Diana, Ambasciatori della Posteggia Napoletana per il loro impegno costante e appassionato, nel diffondere e tenere vivo un repertorio musicale che fa grande l’Italia nel Mondo”.

Il duo artistico, reduce da un’estate ricca di serate, spettacoli, eventi prestigiosi e tante, tantissime serenate, non è nuovo al ritiro di prestigiosi riconoscimenti, ma è sempre onorato, grato e felicemente sorpreso, ogni qual volta riceve inviti belli e gratificanti come questo.

Il Premio Internazionale D’Eccellenza è organizzato dall’Associazione VerbumlandiArts-APS, che nasce dalla volontà della Presidente Regina Resta, di dare voce alla cultura, valorizzando il patrimonio storico culturale e artistico italiano.

Insignito del riconoscimento della Medaglia de Rappresentanza del Presidente della Repubblica, il Premio ha l’obiettivo di comunicare e valorizzare le eccellenze italiane e straniere.

Claudio e Diana presentano “Sì ma il lavoro vero?” all’Istituto Comprensivo Eleonora Pimentel Fonseca

Martedì 15 novembre Claudio e Diana hanno presentato gli alunni della Scuola secondaria “D. Zoccola” la loro biografia “Sì ma, il lavoro vero?” Storia di chi si è svegliato per realizzare il suo sogno.

L’incontro è avvenuto nell’ambito della rassegna “Libriamoci 2022”, campagna nazionale rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, promossa dal Ministero della Cultura con l’intento di diffondere e accrescere l’amore per i libri e l’abitudine alla lettura.

Accolti dalla Preside Cembalo e dalla Vicepreside Petolicchio, su invito della Professoressa Ruggiero, Claudio e Diana si sono raccontati agli alunni, attenti, curiosi, interessati, che hanno rivolto domande e letto brani del libro.

Da 39 anni insieme, hanno iniziato il loro racconto proprio dal primo incontro, attraversando con parole, musica e video i 35 anni di attività, che proprio quest’anno hanno festeggiato.

Fulcro dell’incontro, la parola “sogno” che per i musicisti salernitani ha avuto ed ha un valore enorme. Tutto è partito da lì, dal primo dei loro sogni “vivere di musica”, e lo hanno realizzato svegliandosi e facendo tutto, il possibile e l’impossibile, perchè quel sogno si realizzasse.

“Una bellissima esperienza, quella di parlare ai ragazzi, che ogni volta ci regala emozioni nuove ed indescrivibili. La responsabilità di sapere che stai trasmettendo un messaggio che potrebbe avere un impatto molto forte nella vita di chi si appresta a decidere cosa dovrà essere del proprio futuro. A Pontecagnano abbiamo trovato una scolaresca preparata, aperta alla conoscenza, partecipativa. Merito questo, di chi ogni giorno, con passione, amore, dedizione e tantissimo impegno, si dedica all’educazione scolastica, e non solo di coloro che diventeranno il nostro futuro, la nostra gioventù migliore. Grazie dunque alla Preside, alla Vice Preside, alla Professoressa Ruggiero e agli insegnanti tutti, per la loro quotidiana “missione”, che ci rende orgogliosi delle eccellenze del nostro territorio”

Ennio: l’eterna Bellezza!

Una ripartenza col botto, quella di ieri di DliveMedia, un progetto culturale che ha lo scopo di promuovere eventi su tutto il territorio campano, nato dall’idea del Professore Roberto Vargiu.

In collaborazione con il Comune di Pellezzano, al Cinema Teatro Charlot, è andata in scena una serata emozionante per almeno due motivi: rivedere una sala gremita di persone, e ascoltare le parole del Premio Oscar Giuseppe Tornatore che hanno anticipato la visione del film “Ennio” dedicato al Maestro Ennio Morricone.

Un susseguirsi di testimonianze di chi con lui ha condiviso un pezzo di strada artistica, e le parole del Maestro che sottolineano i momenti più importanti della sua vita privata ed artistica.

Una carriera unica, quella del Maestro Morricone, che ha raggiunto la quota di 500 film, oltre a collaborazioni musicali e tantissimo altro, un lavoro immenso e difficilissimo di scelta dei filmati di repertorio da inserire nel film-documentario, come ci ha detto lo stesso Tornatore.

Una vita, quella di Ennio, nata sotto il segno della musica, giacchè suo padre, trombettista, decise sin da subito che lui sarebbe stato un musicista, e così fu. E che musicista!

Un film che mette a nudo l’anima del Personaggio, che non si nasconde nel considerarsi inizialmente insoddisfatto, poco gratificato, quasi mortificato, della sua opera al servizio dei film.

Un genio musicale inespresso, che avrebbe voluto fare altro, alcune volte, molto di più, in altre. Inizialmente “snobbato” dal suo primo maestro e da alcuni colleghi, incompreso, probabilmente invidiato. Le tante volte in cui ha “sfiorato” la vittoria del Premio Oscar, poi il riconoscimento alla Carriera e infine la vittoria meritata, celebrata, giusta.

Osannato dai più grandi musicisti, accolto ovunque andasse con standing ovation, riconosciuto in tutto il mondo un innovatore, unico musicista ad aver lasciato un segno talmente forte che capita di ricordarsi della colonna sonora e non del film.

E poi il suo senso di devozione alla musica, che dice lui stesso, aveva sempre in testa, tanto da risultare a volte distratto, ma era perchè le note lui non aveva bisogno di suonarle, sapeva già cosa sarebbe accaduto, le suonava dentro di se.

Un film che dovrebbero vedere tutti, ma innanzitutto gli addetti ai lavori, i musicisti, chi vive di arte per ammirare il suo senso di “ossessione” nei confronti della musica che era di sicuro al di sopra tutto per lui, la passione, la voglia di migliorarsi, il non cedere mai, neanche davanti a registi “Stellari” al compromesso, il non barattare mai la sua arte, il non sottovalutare mai ciò che faceva e da ultimo il dare “dignità” al mestiere del musicista, cosa che, ahimè capita di vedere negata alle volte, prima di tutto dai musicisti stessi.

Grazie a Giuseppe Tornatore per questo spaccato di vita di un Artista che, per ciò che ha prodotto, per l’anima che ha messo in ciò che ha fatto, rimarrà in eterno nei cuori di tutti e di cui si parlerà per decenni ancora!

“Premio Eccellenza Italiana” a Claudio e Diana

Nato da un’idea di Massimo Lucidi, il Premio Eccellenza Italiana è giunto alla sua ottava Edizione e si terrà a Washington DC (USA) e in diretta da Roma, Città del Vaticano, nel Palazzo extraterritoriale della Santa Sede San Carlo ai Catinari.

Il Premio è dedicato all’Italia che merita, che resiste, che non si ferma, ed è rivolto a professionisti di svariati settori (pubblico, privato e religioso) che si sono contraddistinti per il loro operato, ma anche alle imprese (a conduzione italiana) che generano, in un momento storico così delicato valore per sè, per il sistema, per l’Italia.

Tanti i premiati, personaggi prestigiosi che si sono distinti in vari campi e quest’anno, tra i premiati, nella categoria “Benemeriti”, Claudio e Diana. Un riconoscimento che arriva nell’anno che sugella i 34 anni di attività per il duo salernitano, che da 20 anni circa, è Ambasciatore della Posteggia napoletana nel mondo, fondendo, con la loro attività, impegno artistico, ma anche sociale, e custodendo e tramandando due antichissime tradizioni : la Posteggia e le Serenate.

Un curriculum il loro, ricco di collaborazioni con musicisti di grande spessore, tra cui Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso, numerosissimi ospitate televisive in Rai e non solo, video dedicati a temi sociali che li hanno portati, tra l’altro, alla Camera dei Deputati e all’ Università La Sapienza.

Di loro si sono occupati giornalisti delle più prestigiose riviste catturati dalla longevità della coppia e dallo spirito di perseveranza, dalla passione che mettono nel proprio lavoro, dal senso di sacrificio, dall’amore contagioso che li unisce.

L’evento sarà preceduto, alle 11,30 dalla Conferenza stampa allo Spazio Mastai, al Palazzo dell’Informazione. Alle 16,00 il Convegno “Dalla protesta ambientale alla protesta sostenibile” .Alle 18,30 la Cerimonia per la Premiazione in collegamento con Washington DC presso il Palazzo della Santa Sede San Carlo ai Catinari

Chiude un pezzo di Storia!

Il Gambrinus è uno tra i più importanti Caffè d’ Italia. La sua storia inizia con l’Unità  di Italia quando, nel 1860, al piano terra del palazzo della Foresteria, viene aperto il “Gran Caffè”. Chiunque abbia fatto una visita a Piazza del Plebiscito e al Palazzo Reale, di sicuro si è soffermato ad ammirare uno dei più bei salotti della città. Non solo luogo di ristoro e di piacevoli tappe, il Gambrinus ha visto nascere due grandi canzoni della tradizione classica napoletana: A’ vucchella e Voce ‘e notte. La prima realizzata nel 1892, dal grandissimo Gabriele D’Annunzio, che compose questa canzone per rispondere alla sfida del collega e amico Ferdinando Russo che non credeva che lo scrittore abruzzese potesse scrivere liriche nel dialetto napoletano. Voce ‘e notte fu scritta all’inizio del 1900 ai tavolini del caffè. Parla dell’amore del giovane redattore del quotidiano “Don Marzio” Eduardo Nicolardi per una fanciulla dell’alta nobiltà napoletana, costretta dal padre a sposare un uomo molto più grande di lei. Con la morte dell’ anziano marito, dopo solo un anno di matrimonio, finalmente i due ragazzi possono vivere felicemente insieme. Negli anni il Caffè ha ospitato grandi eventi musicali, Reading, Conferenze, ed ha avuto ai suoi tavolini personaggi illustrissimi, come Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio, Ernest Hemingway, Benedetto Croce, la Principessa Sissi, Matilde Serao, Tommaso Marinetti, Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Jean-Paul Sartre. Luogo di culto e di cultura, sopravvissuto ad anni difficili, ieri, piegato dal Covid, in attesa di tempi migliori, il Gran Caffè Gambrinus, ha calato il sipario. 15 dipendenti in cassa integrazione, 30 in attività, ha ceduto alle difficoltà di un periodo che ha messo in ginocchio tantissime realtà lavorative. Un salotto animato soprattutto dalla presenza dei turisti, calati drasticamente in questi mesi. Da oggi la città di Napoli, l’ Italia, e chi ama la cultura e le tradizioni, si sente un pò più solo.