Addio a Joe Amoruso, Genio dei tasti

“Stamm ancor a chest!” Queste le parole di Joe, quando ogni volta, tutte le volte, che ci vedevamo, gli chiedevamo “Joe, ci facciamo una foto?” E lui, con la sua infinita modestia e normalità, ci diceva ” Stamm ancora a chest, ragazzi, noi siamo amici…..” Amici di Joe Amoruso, incredibile, inimmaginabile, mai avremmo pensato, e neppure sognato, che un giorno avremmo avuto questo privilegio. Un genio della musica italiana ed internazionale, pianista inimitabile, tastierista eclettico e con uno stile tutto suo, che riconosci subito. Quando lo abbiamo visto per la prima volta, ci sembrava irriverente anche parlare, restavamo in silenzio, mentre lui ci raccontava aneddoti intorno alla musica, intorno a quel mondo che per noi è il nostro mondo, il mondo che abbiamo sempre voluto. Il primo video con lui, Vedrai vedrai, in cui tutta la sua anima è venuta fuori, andando di pari passo con un’umanità percettibile in ogni nota che riusciva a tirare fuori anche da una pianola giocattolo. Sotto le sue dita, ogni nota acquisiva un suono magico. Quando ci ritrovavamo a parlare di lui con gli amici, tra di noi, esprimevamo tutta la nostra incredulità, non ci sembrava vero, possibile, che Joe potesse venire a casa nostra, cenare con noi, suonare con noi, essere nostro amico. Storico pianista di Pino Daniele, con il quale aveva inciso ed arrangiato alcuni degli album più belli, aveva collaborato con Zucchero Fornaciari, Vasco Rossi, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, solo per citarne qualcuno. Quanti aneddoti ci ha raccontato, quanti insegnamenti. Una volta eravamo a casa sua ed io, Diana gli dissi “Joe, ma come mai nei video con Pino, tu sei quello che si vede meno?” Lui mi disse ” Diana, ma tu mi senti? E quello conta, tu mi devi sentire, non vedere”. Un’anima immensa, mai dalle sue parole abbiamo ravvisato gelosia, voglia di prevalere su altri musicisti. Durante un’altra conversazione disse a Claudio “Spesso mi trovo con colleghi pianisti, magari anche internazionali che si vantano delle loro qualità, io non parlo mai……io suono! Come si fa a scegliere un ricordo che è più caro, quello che non dimenticherai mai: impossibile, non dimenticheremo un solo minuto trascorso insieme. Averti sussurrato all’orecchio pochi mesi fa ” Non dimenticheremo mai quello che hai fatto per noi, il regalo meraviglioso di esserci stato amico, ti voglio bene Joe” e averti stretto al petto con la paura di farti male, i tuoi occhi che parlavano, e tutto quello che prima abbiamo vissuto insieme, saranno per sempre chiusi nel nostro cuore, come un tesoro in uno scrigno. Buon nuovo viaggio, caro Joe e Grazie!

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“Un anno felice”-Incontro con Chiara Francini

“Non sono femminista, sono femmina” Una delle frasi che più ci hanno colpito dell’incontro con l’attrice e scrittrice Chiara Francini. La sua idea in merito alla frase di Amadeus sul ruolo della donna, che deve essere un passo indietro, e che tante polemiche ha suscitato, è che la donna deve camminare per la sua strada, nè un passo indietro, nè uno avanti. Un incontro seguitissimo dai tantissimi studenti dell’Università degli studi di Salerno, come sempre targato DLiveMedia, occasione per parlare non solo di cinema e di scrittura, ma anche di temi di strettissima attualità. Una donna appagata del suo ruolo di attrice, ma forse ancor di più di quello di scrittrice. “Al cinema ti truccano, ti vestono, ti suggeriscono ciò che devi dire, in teatro e quando scrivo sono io, con il mio bagaglio di vita vissuta, con una penna e un foglio che mi danno l’opportunità di spaziare in un mondo infinito, senza confini. Con la scrittura, raccolgo l’amore delle persone, che sento vivo e forte e mi gratifica tantissimo, soprattutto quando mi dicono che si identificano pienamente in ciò che scrivo”. Una donna piena di passione, che trasmette, con le sue parole chiare, e una semplicità che va dritta al cuore. Nel suo ultimo romanzo “Un anno felice”, parla di un amore dal volto oscuro, quasi un thriller, in cui la protagonista si mette a nudo attraverso la forza prorompente di un sentimento che le sconvolgerà la vita.

Il talento fa “Rumore”

Cala il sipario sull’edizione 2020 del Festival di Sanremo, il 70° di una kermesse sempre viva e coinvolgente. Un’edizione partita sottotono, ma che si è poi infiammata con le polemiche, i gossip, le partecipazioni talvolta sopra le righe. Dopo i due anni condotti magistralmente da Claudio Baglioni che ha portato sul palco musica di qualità, sobrietà, eleganza, uno spettacolo meraviglioso, le attese erano altissime e sono state ripagate dai dati di ascolti. Ovviamente l’audience, come il successo, come le vendite, non sono mai associabili immediatamente alla qualità, al talento, all’ Arte. Il gusto delle persone non sempre viaggia con la caratura artistica, fama, popolarità, non equivalgono a bravura. Amadeus è stato un ottimo presentatore, lasciando spazio ad un Fiorello, come sempre, mattatore impareggiabile. Forse lo spettacolo, è stato un pò “ingombrante”, sottraendo spazio alle canzoni, e relegandole ad orari davvero improponibili. Un’edizione in cui qualche concorrente ha dovuto studiarsi il colpo di teatro per farsi notare, per emergere, cosa che non serve a chi, aldilà del personaggio, ha qualcosa da dire, ha qualità da mostrare, come nel caso di Tosca, che ha incantato con la sua elegante semplicità, o Gualazzi, per citarne un paio, fino ad arrivare al vincitore: il riscatto di chi la gavetta sa cosa sia, di chi ha puntato sullo studio, la preparazione, il talento, più che sullo stupire a tutti i costi. Come sempre la città ha messo il suo abito migliore per accogliere le migliaia di persone accorse da ogni parte d’ Italia. Norme di sicurezza sempre più stringenti, Casa Sanremo sempre punto strategico d’incontro per chi del festival vuole gustare tutti i contorni, un palco strepitoso a Piazza Colombo che ha accolto grandi eventi e “Suite 2020 , la guest house che è stata allestita a Villa Emma nei giardini del Miramare The Palace Hotel a Sanremo. Un accogliente spazio dedicato ai giornalisti e agli addetti ai lavori, agli incontri con i protagonisti del mondo della musica, della cultura e dello showbiz realizzato da Fluendo, agenzia di comunicazione integrata, in collaborazione con Unic, Gilead, Fast Track Cities, Naj Oleari. Una meravigliosa realtà che ha contribuito a far vivere pienamente i giorni indimenticabili di questo 70° Festival della Canzone……non sempre “italiana”!

Il mestiere di raccontare

Carlo Lucarelli, è stato protagonista al Teatro di Ateneo dell’Università di Salerno, dell’ultimo incontro di gennaio targato DLiveMedia. Una vera e propria lezione intorno all’arte dello scrivere e del raccontare. Con la sua voce accattivante e il suo inconfondibile stile, lo scrittore ha parlato della sua passione per il noir, il giallo, la cronaca nera, che l’accompagna sin da quando era ragazzino. Autore di oltre venti romanzi, saggi e raccolte di racconti, è stato anche autore e conduttore di numerosi programmi in Rai e su Sky. Due personaggi dei suoi romanzi, sono poi diventati protagonisti di due fortunatissime serie tv, L’ispettore Coliandro e il Commissario De Luca. “Coliandro, ha detto Lucarelli, è l’opposto di ciò che sono io, ed ogni qualvolta in scena commetteva una delle sue cavolate, o diceva una castroneria, lo punivo facendogli arrivare una sonora mazzata”. In preparazione la nuova serie, attesissima dal pubblico che ha fatto di Coliandro, in alcuni casi, un vero idolo, tanto che, ha continuato lo scrittore, in un quartiere gli è capitato di vedere scritte sui muri contro le forze dell’ordine e tra queste, una a favore dell’Ispettore Coliandro. Ha risposto alle domande dei suoi moderatori, ma anche a quelle dei ragazzi, riconoscendo la responsabilità che ha chi si avvicina ai fatti di cronaca per raccontarli, alla delicatezza che occorre nel trattarli, al labilissimo confine che c’è tra l’esposizione del fatto e la sua spettacolarizzazione. “Qual è l’episodio che l’ha colpita più di tutti? ” Ha chiesto un ragazzo dopo la foto di rito e l’autografo ad uno dei suoi libri. “Di sicuro, la strage di Bologna, seguendola e studiandola, ho conosciuto storie impensabili” Professionalità, garbo, studio, passione, dimostrazione che un modo serio di occuparsi di argomenti dolorosi, è possibile!

Enrico Vanzina: un incontro indimenticabile!

Ci sono quegli incontri in cui ascolti chi parla, chi racconta le proprie esperienze, ne discute con gli intervenuti e poi…. c’è l’incontro con Carlo Vanzina. Inatteso, sorprendente, a tratti commovente. “Premessa: aboliamo il “Maestro” e anche il “Dottore”. qui c’è Enrico. Così è iniziata la chiacchierata con il famosissimo regista, sceneggiatore, scrittore, Enrico Vanzina. Un evento targato DliveMedia con la direzione artistica del professor Roberto Vargiu, moderato dalla Professoressa Giovanna Truda, dal professor Domenico Apicella e dal professor Virgilio D’Antonio. Enrico, come ama essere chiamato, ha coinvolto i presenti con i suoi racconti divertenti, gli aneddoti legati ai grandi personaggio del cinema, ma soprattutto ha mostrato, senza filtri, il suo lato più intimo e privato, parlando del rapporto con il fratello Carlo, al quale ha dedicato il suo ultimo libro “Mio fratello Carlo”. Si è commosso e ha fatto commuovere, ricordando i giorni dolorosi della malattia, il rapporto con la nipote, ma anche la vicenda del figlio, in coma per un anno e poi per 5 mesi in rianimazione. Ma subito, il velo di malinconia, la commozione, di cui si è scusato, ha lasciato il posto ai sorrisi generati dai racconti divertenti e inediti, legati alla sua lunghissima e fortunatissima carriera: il rapporto con il padre, il grande Steno, con gli attori, i più importanti del panorama italiano che ha diretto, ma anche l’importanza di capire e rispettare il pubblico. Ha invitato chi sogna di approcciarsi al mondo del cinema a non trascurare mai i fruitori dei film, i giovani, troppo spesso trascurati, con le loro paure, le insicurezze, le gioie, la spensieratezza. E poi Alberto Sordi, Sofia Loren, Totò, De Sica, il grande cinema degli anni passati che dovrebbe essere studiato e visto da chi è più giovane, per capire come si lavorava e farne tesoro. Insomma un incontro che ha lasciato il segno, di quelli che ti fanno dire: meno male che non me lo sono perso!

Ph Luigi Caccavale

Futuro improvviso

“Ma anche se ho i soldi contati. io sì che ci credo al domani, del resto che cosa m’importa, vivo un giorno per volta. Si con il mondo sò ancora giocare, se perdo mi posso rifare, non smetterò mai di lottare, dirò sempre a me stesso : vedrai vedrai, sarà tutto diverso”…..Gianni Togni è ancora quel ragazzo al pianoforte, cosciente di ciò che è la realtà, ma sempre con la stessa voglia di far sì che il finale sia diverso, che tutto possa essere migliore, sorprendentemente imprevedibile. DLive Media con la preziosa direzione artistica del professor Roberto Vargiu, non smette di regalare incontri indimenticabili, con Artisti dal grande spesso umano, oltre che professionale. Nel Teatro di Ateneo dell’Università degli studi di Salerno, moderato dalle Professoresse Giovanna Truda ed Emiliana Mangone, Gianni si è raccontato, con la sua profonda semplicità, parlando dei successi che lo hanno portato in giro per il mondo, della passione per il musical, scoppiata all’improvviso, del rapporto con la tecnologia. Troppo spesso, e con molta superficialità, relegato al ruolo di cantautore dell’amore, ha ripercorso i 40 anni di “Luna” il suo successo più grande, ultimamente riproposto da Jovanotti in una sua personalissima versione. Disponibile ad accogliere le domande degli intervenuti, ha parlato anche dell’importanza di credere in ciò che si fa, di crederci fino in fondo, anche difronte ai tanti no che, inevitabilmente, arrivano per tutti. E poi della collaborazione con Massimo Ranieri, che, dopo qualche giorno dal loro incontro lo ha chiamato e gli ha detto : Maestro, il Musical mi piace, mi piace tantissimo, possiamo iniziare”. E l’inizio di un sodalizio che li ha portati nei più grandi teatri dì italia con sold out continui. Mai paco, perchè come ha detto lui stesso, un artista non si ritira mai, è balzato subito in vetta alle classifiche con il suo nuovo lavoro “Futuro improvviso”. Un cantautore dalle tante sfaccettature, come è la vita. Nelle canzoni di Gianni Togni c’è tutto: l’amore e l’impegno sociale, temi trattati con una sensibilità oltre misura. La cultura, la sensibilità, appunto, il talento, lo studio continuo hanno fatto, e continuano a fare di Gianni Togni, uno degli Artisti più completi e preparati del panorama musicale italiano, “Anime Belle” di cui c’è infinitamente bisogno!

Far del bene non fa mai male

Giovedì 28 novembre alle 21,00, al Teatro Comunale Carlo Gesualdo di Avellino, va in scena una serata evento eccezionale, che coniuga la Grande Musica, con la solidarietà. Tullio De Piscopo, e Tony Esposito presentano “Voci e tamburi”, occasione per raccogliere fondi a favore dei malati neoplastici irpini indigenti. I due musicisti partenopei, famosi in tutto il mondo, tra i più apprezzati e talentuosi che il panorama musicale offre, metteranno a disposizione di una causa così nobile, la loro arte, ma soprattutto, il loro cuore. Sul palco con loro, presentati da Francesco Mastandrea, ci saranno anche Antonio Onorato, Soul Six, Steely Fan Superband, New Band. Da un’idea di Carmine Tirri, l’Associazione Babbaalrum e la Caritas Diocesana, ogni anno si prodigano per chi, oltre alla malattia, deve fare i conti con una grave indigenza. Il nome dell ‘Associazione BabbaAlRum trae origine dall’espressione, in lingua napoletana, “professo’ site comme a nù babbà al rum”usata da un ammalato riconoscente nei confronti di un professore della Clinica Medica della Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli. L’ingresso è ad inviti con un’offerta.

Su Rai 1una bella Storia……da cantare!

-1 all’inizio di un nuovo grande Show, che andrà in onda da domani 16 novembre in prima serata su Rai 1. Con la spettacolare regia di Duccio Forzano, Bianca Guaccero ed Enrico Ruggeri dedicheranno 3 serate a 3 colossi della musica italiana. Si parte con Fabrizio De Andrè, cantautore dell’amore, della pace, della solidarietà, dell’accoglienza, della mano sempre tesa verso l’altro, chiunque esso sia. Tra gli ospiti di questa prima puntata, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri, Dori Ghezzi, Loredana Bertè, Elena Sofia Ricci. Le successive due puntate saranno dedicate a Lucio Dalla e Lucio Battisti. Insomma il meglio della musica italiana in scena, magistralmente proposta, ne siamo certi, dalla professionalità, competenza, sensibilità di Enrico Ruggeri, un altro immenso cantautore. C’è bisogno di musica in televisione, anzi di buona musica, e siamo certi che queste 3 serate soddisferanno i palati più raffinati. Ci mettiamo comodi ed aspettiamo di ascoltare e vedere, la prima, bella Storia da cantare!

Addio al “Re” del Night

Se n’è andato la notte scorsa a Roma Fred Bongusto, re del night, cantante che con i suoi brani ha fatto ballare ed innamorare intere generazioni. Popolarissimo negli anni 60/70/80, con pietre miliari della musica italiana: Balliamo, Una rotonda sul mare, Tre settimane da raccontare, solo per citarne qualcuna. Chi, come noi, in quegli anni faceva musica nei locali, aveva di sicuro in scaletta questi brani e tanti altri ancora. Se veniva richiesto un lento, si pensava immediatamente ad un suo brano, che garantiva l’affollamento della pista da ballo. Abbiamo avuto il privilegio di condividere un Capodanno con lui e in quell’occasione il brano Balliamo fu richiesto e replicato per 5 volte, con il pubblico in visibilio. Sinonimo di musica raffinata, elegante, romantica, la bella musica italiana, ci sentiamo di doverlo ringraziare per averci “donato” perle musicali che contribuivano, contribuiscono, a rendere perfetta una serata, rendendola “intima”.

Torna “Salernitani doc”

Come ormai da tradizione, torna il fortunato premio “Salernitani doc”. Un appuntamento attesissimo che vede premiate le eccellenze salernitane, veraci e di adozione, che si sono distinte in vari campi, portando in alto il nome della città. Ideata nel 2008 da Massimo Stagliola, che ne è anche l’organizzatore, quest’anno la manifestazione si svolgerà nel Salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino lunedì 28 ottobre alle 16,00. Presenterà Maria Rosaria Pilla, presidente provinciale M.C.L. Salerno. Interverranno Don Biagio Napoletano, delegato Ad Omnia dell’arcidiocesi di Salerno, l’Ing. Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno, l’avvocato Americo Montera, presidente emerito ordine degli avvocati di Salerno, ed il sindaco Vincenzo Napoli. I salernitani insigniti saranno 70, scelti tra personaggi pubblici, espressioni diverse del mondo del lavoro che contribuiscono alle attività socio- economiche e culturali della città, oltre a persone comuni che con il loro lavoro contribuiscono a dare dignità e prestigio a Salerno. Le premiazioni saranno intervallate da numerosi momenti artistici e musicali. Abbiamo avuto nel 2014 il privilegio di essere premiati “Salernitani doc”, siamo doppiamente felici, quest’anno di ritornare per esibirci. Dunque l’appuntamento per tutti, salernitani e non, è per lunedì. Vi aspettiamo, sarà l’occasione per celebrare chi ama Salerno e ne fa grande il nome nel mondo!