Ezio Bosso: la Magia della musica

“La musica è una vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi.” Una delle tantissime citazioni di Ezio Bosso, che è riuscito nella più grande e difficile delle magie: senza artifizi, arrivare dritto al cuore di chi lo ascolta. Sì al presente, di chi lo ascolta, perchè Artisti come lui non muoiono mai. Dopo averti toccato le corde dell’anima, ti restano dentro per sempre. Quando nel 2016, ospite al festival di Sanremo, posò le sue dita sulla tastiera del pianoforte, sotto gli occhi di milioni di telespettatori che non lo avevano mai ascoltato, il successo fu immediato, l’empatia fortissima, l’emozione incontenibile. Mai piegato dalla sua malattia, mai incrinata la sua passione da un male terribile con cui ha imparato a convivere. Una voglia di vivere contagiosa, l’emblema di ciò che deve essere un Musicista: un uomo libero, eternamente fanciulletto, con una voglia inesauribile di lavorare, apprendere, condividere, perfezionarsi. Questo era il Maestro Bosso, tutto questo unito ad un talento grandissimo e ad una rara ed affascinante capacità di catalizzare l’attenzione su di sè, di farti appassionare a ciò che raccontava, fosse un aneddoto della sua vita o la complessità di un’ opera musicale. Questo ci mancherà di lui, l’essere una persona vera, unica nella sua Semplicità che lo rendeva, lo rende, immenso. “Si dice che la vita sia composta da 12 stanze. 12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. Ho dovuto percorre stanze immaginarie, per necessità. Perché nella mia vita ho dei momenti in cui entro in una stanza che non mi è molto simpatica detto sinceramente. È una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Nei periodi in cui sono lì ho dei momenti dove mi sembra che non ne uscirò mai. Ma anche lei mi ha regalato qualcosa, mi ha incuriosito, mi ha ricordato la mia fortuna. Mi ha fatto giocare con lei. Si, perché la stanza è anche una poesia.”

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